aprile 17th, 2009

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HAGGADAH giovanissimi!!!

venerdì, aprile 17th, 2009

CENA PASQUALE EBRAICA

Nell’ambito delle attività e funzioni religiose, svolte nella nostra parrocchia, alla preparazione della Santa Pasqua, giorno 09 Aprile Giovedì Santo, dopo la funzione della lavanda dei piedi, i ragazzi del gruppo giovanissimi, uno dei tanti gruppi della nostra parrocchia, ha organizzato La Cena Ebraica Cristiana, alla quale insieme ai giovani, abbiamo preso parte 12 adulti, del gruppo degli adulti ricomincianti.

La guida per lo svolgimento della funzione è stato il nostro sacerdote Don Tommaso il quale l’ha presieduta e spiegata nelle sue parti principali e più significative, che sono: il racconto della liberazione della schiavitù d’Egitto, la cena, le preghiere e i canti finali.I cibi e le bevande che abbiamo consumato durante la cena hanno tutti un significato simbolico.Il pane azzimo in relazione al fatto che, al momento della liberazione dalla schiavitù d’Egitto,non ci fu il tempo necessario per farlo lievitare, questo pane rappresenta anche il pane della debolezza, in ricordo della schiavitù, mentre il lievito è simbolo di forza.L’agnello Pasquale ricorda come Dio abbia saltato le case degli Ebrei al momento della morte dei Primogeniti d ‘Egitto. Le erbe amare (sedano e lattuga) ricordano le amarezze e le sofferenze patite durante la schiavitù. L’uovo sodo simbolo d’eternità e vita. Analizzando bene tutti gli aspetti, e riflettendo sullo svolgimento della cena, in cui , colui che presiede, ha proceduto a riempire i calici di vino che ci siamo passati l’uno con l’altro, lo stesso dopo aver spezzato il Pane Azzimo che ci ha passato e abbiamo fatto girare fra tutti prendendone ciascuno un pezzo, e così via con gli altri cibi, le preghiere recitate durante la cena e le preghiere e le letture conclusive fatte tutti insieme, tutto questo, credo che in un certo senso ci abbiano aiutato a capire un po’ meglio come l’ultima cena di Gesù si rifà alla cultura ebraica del suo tempo.

Parteciparvi è stata un’esperienza bellissima, essere insieme a questi ragazzi pieni di entusiasmo e curiosità, la stessa curiosità che era in noi adulti in quanto penso che per noi tutti sia stata la prima volta di partecipare ad una funzione così bella e suggestiva e per un certo verso poco diffusa.

In conclusione credo sia doveroso ringraziare questi ragazzi, e Don Tommaso che ci guida, per il loro impegno la loro dedizione e passione, che a loro volta trasmettono anche a noi genitori, spronandoci sempre di più, da parte nostra spero che il Signore ci illumini e ci dia la forza di seguirli ed aiutarli, perché al mondo d’oggi credo ci sia un grande bisogno di riscoprire gli insegnamenti cristiani e i valori morali un po’ smarriti.

Mimmo Filice Ricominciante.12